I tatuaggi religiosi: il caso dello Sri Lanka

I tatuaggi religiosi servono a suggellare una profonda fede che riponiamo in un Dio. Ce ne sono tantissimi tra cui scegliere, almeno tanti quante sono le religioni presenti al mondo. Si attribuisce a questi tatuaggi un senso molto profondo: possono significare la nostra devozione, oppure uno stile di vita guidato da un’entità superiore. Possono indicare di quanta fede siamo capaci, e ci ricordano ogni volta tutti quei valori e quelle dottrine propri della religione che rappresentano. Per tutti questi motivi i tatuaggi religiosi sono sacri per chi li ha, e non è bene profanarli in alcun modo. Ci sono tuttavia dei Paesi in cui con la religione non si scherza, e persino un tatuaggio può esser considerato blasfemo e offensivo. Nelle prossime righe vi racconteremo uno dei tanti casi in cui un tatuaggio religioso è stato causa di non pochi disagi.

Lo Sri Lanka è un paese fortemente diviso dal punto di vista religioso. Ci sono infatti molte fazioni, in completo disappunto tra loro, che si contendono il titolo di religione ufficiale. In ogni caso su una cosa sono d’accordo: i tatuaggi che ritraggono soggetti e simboli religiosi non sono bene accetti. Questo perché non siamo considerati degni di portare inciso sulla pelle un simbolo così carico di significati spirituali. Esistono proprio delle leggi che puniscono chi non obbedisce a tale regola: pena l’espulsione. Per tale ragione una turista 37enne che si è recata nel paese è stata cacciata dallo stesso. La ragione sembra essere proprio un suo tatuaggio. La donna ha infatti il ritratto del Buddha – capostipite della religione che seguiva da anni – sul braccio destro. Questo suo omaggio non è stato visto di buon grado dalle forze dell’ordine bengalesi, che hanno arrestato la donna. La turista è stata poi imprigionata a Colombo, processata per direttissima, e infine espulsa. L’accusa? Offesa alla religione: l’immagine del Buddha infatti è stata considerata offensiva e secondo il magistrato “urta i principi religiosi”. Questa storia è stata raccontata dal Daily Mirror, e ha sconvolto la comunità di tatuatori e piercer.

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